GEMONA DEL FRIULI (Ud). L’Ultima Cena, nell’ancona lignea di Andrea Moranzone.

Il Duomo


Costruzione romanico-gotica eretta tra il 1290 (epigrafe sopra il portale) ed il 1337 (consacrazione avvenuta l’8 giugno) dall’architetto e scultore Maestro Giovanni Griglio sul luogo di una primitiva chiesa romanica dedicata a S. Maria della Pieve.
Venne più volte rimaneggiato: nel 1429, venne modificato il presbiterio con l’aggiunta di cupola e abside semipoligonale nel 1457, i pilastri delle navate vennero sostituiti da colonne, e la chiesa sopraelevata di m. 1,5 nel 1700, le volte a crociera coprirono le originarie capriate.
La facciata della chiesa, come si presenta ora, è frutto di un radicale rimaneggiamento operato fra il 1825 ed il 1830, nel corso del quale sono state aggiunte le due lesene centrali sotto il marcapiano e sono stati riuniti a sinistra i bassorilievi prima asimmetricamente disposti ai lati del portale, per equilibrare la gigantesca figura del S. Cristoforo a destra.
Il portale appartiene alla primitiva costruzione romanica duecentesca, ed è stato adattato da Mastro Giovanni alle proporzioni più ampie della nuova chiesa mediante l’aggiunta della parasta e dell’archivolto esterno nella lunetta, anch’essa parte del portale precedente, è raffigurato il Giudizio finale. Sopra il portale, entro un tondo, è l’Agnello mistico, sormontato da una croce bizantineggiante. Al di sopra è la loggetta a nove archi acuti e trilobi, che ospita il racconto epifanico. Nella parte superiore della facciata, è il grande rosone, con doppio giro di archi ngotici intrecciati.


L’interno è gotico, a tre navate, di cui la mediana molto alta e di poco più larga delle laterali, conferisce all’edificio solennità e slancio.


Alla destra, entrando, si trova subito l’ancona lignea di Andrea Moranzone.


Localizzazione: Duomo
Autore: Andrea Moranzone
Periodo artistico: 1391
Note storiche:

Ancona lignea dell'antico altare maggiore

Il 18 luglio 1391 il cameraro del duomo di Santa Maria Assunta di Gemona, Cristoforo Orsetti, stipulava con Andrea Moranzone - artista veneziano, figlio dell'intagliatore Marco, documentato dal 1367 al 1412 - il contratto per la realizzazione di un'ancona lignea da collocare sull'altare maggiore del duomo: l'opera avrebbe voluto illustrare, con formelle scolpite, dorate e dipinte, gli stessi episodi dell'Antico e del Nuovo Testamento narrati nell'analoga pala dell'altare maggiore della chiesa di Sant'Andrea di Venzone eseguita dalla stessa bottega di artisti.
L'ancona fu completata in poco meno di un anno e venne collocata nel presbiterio quindici giorni prima della Pentecoste del 1392. La Comunità di Gemona liquidò l'artista con 140 ducati d'oro.


Illustrazione opera: L'opera, realizzata in legno di tiglio e legata, dal punto di vista stilistico, a schemi compositivi arcaicizzanti, si organizza in quattro fasce orizzontali suddivise in nicchie (le colonnine sono disperse) che contengono le singole storie scolpite in formelle applicate al fondo dorato.
La prima fascia (dall'alto, da sinistra) narra la creazione del mondo, la creazione di Eva, il peccato originale, l'uccisione di Abele, il sacrificio di Isacco, la crocifissione (su due fasce), il diluvio universale, la consegna delle tavole della legge, il sogno del faraone, l'incontro di Giuseppe con i fratelli, l'attraversamento del Mar Rosso.
La seconda descrive la nascita della Vergine, la presentazione di Maria al tempio, la natività di Gesù, la parte inferiore della crocifissione, l'adorazione dei magi, la strage degli innocenti, un episodio perduto.
La terza fascia ospita la presentazione di Gesù al tempio, la disputa con i dottori, il battesimo al Giordano, la samaritana al pozzo, la resurrezione di Lazzaro, un episodio disperso, l'Ultima Cena, il bacio di Giuda.
La fascia inferiore, che inizia con una lacuna, riporta la flagellazione, l'incoronazione di spine, la salita al Calvario, la deposizione dalla croce, la discesa dello Spirito Santo, l'incoronazione della Vergine, il giudizio universale.
L'ancona fu probabilmente tolta dall'altare maggiore e addossata alla parete della navata sinistra del duomo dopo l'incendio subito nel 1639 che devastò diverse scene, acuendo i danni di una precedente bruciatura risalente al 1516.
Dopo un primo restauro - effettuato a seguito del terremoto del 1976 con il contributo del Comune di Venezia e a cura della Soprintendenza ai beni artistici e storici di Venezia - l'ancona nel 1998 è stata oggetto di un intervento conservativo - effettuato dal Laboratorio Lizzi di Artegna sotto la direzione della Soprintendenza ai beni ambientali, architettonici, archeologici, artistici e storici del Friuli Venezia Giulia - che ha consentito una maggiore leggibilità dell'opera permettendo il diretto e completo apprezzamento delle plasticità, dei cromatismi e delle preziosità ornamentali dell'arte di Andrea Moranzone.

Data ultima verifica: 12/08/2007 00:00
Rilevatore: Feliciano Della Mora