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MEDUNA DI LIVENZA (Tv). Chiesa di San Giovanni Battista, Ultima Cena di Jacopo Tintoretto.

La tela del Tintoretto conservata a Meduna, raffigurante l’Ultima Cena, appartiene indubbiamente alla primissima fase di Jacopo.
Ciò sarebbe confermato in primo luogo dall’occasione per cui essa fu probabilmente eseguita – e cioè la riconsacrazione della chiesa di S. Giovanni Battista, avvenuta nel febbraio 1545 (circostanza testimoniata da un documento ancor oggi conservato presso l’archivio parrocchiale medunese) – oltre che dall’evidente analogia stilistica con altre opere tintorettiane dello stesso periodo.
L’Ultima Cena di Meduna, conservata nell’originale cornice cinquecentesca, malgrado l’assenza di prove documentarie va certamente legata a una committenza proveniente dalla confraternita del Santissimo Sacramento attraverso l’importante patronato di una delle più importanti famiglie che vi facevano parte: i nobili Michiel.
Tale confraternita, che si doveva occupare della cura del Sacramento e di altre azioni caritative, nella maggioranza dei casi è la committente di soggetti che rimandano apertamente alla comunione, come l’Ultima Cena appunto. Ed è all’interno della chiesa di San Giovanni Battista che la confraternita medunese del Sacramento possedeva il proprio banco, cioè il luogo in cui si tenevano le riunioni, le deliberazioni, le celebrazioni (anche queste occasioni sono testimoniate dal Libro della Confraternita del Santissimo Sacramento conservato nell’archivio parrocchiale).
La tela di Meduna è inoltre di fondamentale importanza perché risulta essere il primo esempio di un tema – l’Ultima Cena appunto – che fu particolarmente caro al pittore e alla sua committenza; infatti come è noto dall’ampio catalogo tintorettiano, l’episodio dell’Ultima Cena è uno dei prediletti da Jacopo Robusti.
Si tratta di un tema che ricorre dagli inizi della sua carriera; e il pittore vi ritorna fino agli ultimi anni della sua vita (si pensi all’Ultima Cena in San Giorgio Maggiore, databile tra il 1592 e 1594 circa, anno di morte del pittore).
La tela va datata al 1545 circa e presenta notevoli somiglianze (sia di carattere stilistico che di carattere compositivo) non solo, come è già stato osservato, con il telaio raffigurante il medesimo soggetto eseguito per la chiesa veneziana di San Marcula (datato 1547), ma anche con un’Ultima Cena ora conservata in collezione privata veneziana (databile intorno al 1546).