MILANO. Basilica di San Lorenzo Maggiore, Ultima Cena.

Dal 1167, quando si costruì la nuova cerchia muraria che avrà, come fossato, il naviglio, la basilica di San Lorenzo, risparmiata dal Barbarossa per un possibile uso militare, venne inglobata all’interno della città nei pressi della Porta Ticinese, punto di arrivo della strada da Pavia, la più importante tra quelle che conducevano in città.
Gli studi compiuti nel 2002/2004 permettono di chiarire anche i lavori di rifacimento di epoca medievale.
La prima fase di ricostruzione coinciderebbe con la seconda metà del X secolo, nel periodo Ottoniano, in un momento di avvicinamento all’Impero Bizantino da parte di Ottone I di Sassonia, imperatore del Sacro Romano Impero, momento che culminò con il matrimonio di Ottone II e la principessa bizantina Teofano nel 972.
A Milano, la più grande diocesi della penisola, antica capitale dell’Impero, snodo tra il Nord e l’Oriente, San Lorenzo, che era il più straordinario edificio di committenza imperiale, divenne oggetto di rifacimenti in cui il ricorso a maestranze orientali potrebbe spiegare le tecniche costruttive evolute riscontrate dalle indagini archeometriche. Si ipotizza che, in questa prima fase, fu ricostruita la cupola con tubi fittili, cioè con una soluzione autoportante più leggera dei grandi getti di calcestruzzo tipici delle cupole della classicità.
Tra la fine del secolo XI e l’inizio del secolo XII si sussegue una serie di calamità: incendi nel 1071, nel 1103 e negli anni successivi fino al terremoto del 1175 che minarono la stabilità della Basilica, già costruita su un terreno dismogeneo, in parte paludoso.
Tra il XII e XIII sec., per dare stabilità alla cupola, furono ricostruiti i pilastri di pietra su cui si innesta, furono sostituite le colonne di passaggio dal centro della chiesa alle esedre con pilastri ottagonali, fu rifatta e ampliata la torre di sud-est, fu edificato il tiburio esterno con l’aggiunta di archi rampanti innestati sulle torri, di cui sono ancora visibili i resti. Nel XV sec. fu costruita la Cappella Cittadini ampliando l’aula absidata di sud-est, già soggetta a rimaneggiamenti nell’XI sec.
Nel 1548 il governatore Ferrante Gonzaga, fece costruire una nuova cerchia difensiva (detta dei Bastioni) all’esterno della cerchia dei Navigli: la basilica di San Lorenzo si trovò quindi in una zona ormai densamente popolata.
Il mattino del 5 giugno 1573 la cupola improvvisamente crollò, fortunatamente senza provocare vittime, a causa dell’erosione delle colonnette del matroneo del lato ovest dell’esedra sud, con conseguente cedimento dell’esedra meridionale e occidentale, della volta dell’atrio di Sant’Aquilino e del lato sud della facciata.
I lavori di ricostruzione, affidati all’arch. Martino Bassi, iniziarono l’anno dopo e furono completati nel 1619 dopo la sua morte. La lentezza fu dovuta, oltre che alla mancanza di fondi, alle continue polemiche che accompagnarono sia i progetti che la ricostruzione a cui contribuirono gli architetti Rinaldi, Meda e Trezzi.
L’acceso dibattito di quegli anni intorno a San Lorenzo confermò l’interesse che l’edificio sacro continuava a suscitare. L’importanza attribuita alla Basilica e alla sua ricostruzione si inseriva in una rinnovata interpretazione di Milano come “altera Roma”, centro da cui doveva ripartire l’azione di rinnovamento della Chiesa dopo il Concilio di Trento.
Il Bassi puntò su l’irrobustimento delle strutture della chiesa: rinforzò le quattro copie di pilastri che reggono la cupola, ricostruì i pilastri ottagonali del lato nord su esempio di quelli medioevali del lato sud e sostituì quelli dell’asse est-ovest con colonne circolari, per suggerire uno sviluppo longitudinale della Basilica, secondo i dettami del Concilio di Trento.
Vennero rifatte le volte del matroneo e le semicalotte degli arconi, i pilastri angolari rinforzati furono collegati mediante mensoloni che riducevano la pianta centrale dell’edificio ad un ottagono irregolare che poi diveniva alla sommità regolare, permettendo il raccordo tra la pianta stessa quadrata e l’innesto della cupola, di forma ottagonale. Sistemi di catene metalliche e rinforzi dei pilastri con lesene consolidarono ulteriormente la statica della cupola.


Illustrazione opera:

In fondo alla chiesa, è stato dipinto una 'Ultima Cena', affresco, ingenua copia dell'opera di Leonardo da Vinci, attribuita ad Antonio della Corna, suo allievo.


Fruibilità: La basilica è aperta dalle 7.30 alle 18.45.
Url: http://www.sanlorenzomaggiore.com
Data ultima verifica: 15/07/2013 00:00
Rilevatore: Feliciano Della Mora