MILANO. Salviamo l’Ultima Cena di Leonardo.

Il Cenacolo dipinto da Leonardo da Vinci è sopravvissuto ai bombardamenti durante la seconda guerra mondiale e all’esposizione ad uno dei peggiori inquinamenti atmosferici in Europa. Ma non sono finite le minacce alla famosa opera d’arte, in particolare da composti che si diffondono dalla pelle dei turisti in visita.
Un team internazionale di scienziati ha campionato particelle nell’aria immediatamente fuori e dentro il refettorio della chiesa di Santa Maria delle Grazie di Milano, dove da Vinci dipinse il murale nel 1490. Un sistema di ventilazione installato di recente all’ingresso della chiesa protegge il dipinto da fuliggine e da altri residui di emissioni aeree.
Ma dentro il refettorio sono stati riscontrati livelli sorprendentemente elevati di squalani, composti del carbonio, naturalmente emessi da piante, pelle umana e cosmetici e lozioni, come rivelano i ricercatori in un rapporto di prossima pubblicazione su Environmental Science&Technology. Non ci sono piante all’interno, i visitatori sono individuabili come unica fonte, dice Nancy Daher, ingegnere ambientale della University of Southern California a Los Angeles.
Gli scienziati hanno inoltre individuato acidi grassi, forse da cere utilizzate nei primi restauri del dipinto. Composti come squalani e acidi grassi agganciano la polvere e possono attaccarsi al suolo e alle opere d’arte. Ridurre la polvere può contenere il problema, altrimenti, potrebbe essere necessario per i turisti lavarsi le mani prima di vedere la Cena.

Fonte: Scienze News, 05/12/2011