SAURIS (Ud), Fraz. Sauris di Sopra, Chiesa San Lorenzo, Flugelaltar dell’Ultima Cena.

La storia della chiesa di S.Lorenzo, a Sauris di Sopra, inizia nel 1328.


Costruita su un pendio poco discosto dall’abitato, nell’aspetto attuale, che risale al ’500, essa si presenta come una tipica chiesetta alpina di stile gotico tedesco.


Notevoli sono l’abside poligonale, nella quale si aprono tre monofore con arco a sesto acuto, e la torre campanaria con una svettante guglia poligonale.


L’edificio, modificato ed ampliato più volte nei secoli, conserva diversi elementi dello stile gotico originario.
Nell’abside poligonale, in pietrame a vista, si aprono tre monofore ad arco a sesto acuto con motivo ornamentale in tufo.
Facciata in tufo lavorato a vista, con timpano a vela tringolare e rosone.
Il tetto a capanna, molto spiovente, ha una copertura in embrici di larice.
La torre campanaria, costruita con grosso pietrame squadrato a vista, si conclude con una svettante guglia poligonale.
Attorno all’edificio e nel pendio sottostante, a Sud, ha sede il cimitero.


All’interno, in un vano della parete destra, è ospitato il Flugelaltar (altare a portelle) dell’Ultima Cena (1551), opera di Michael Parth da Brunico (1475-1560), in legno intagliato, dorato e dipinto, mostra, accanto ai modi tardo-gotici propri della bottega del Parth, influssi dell’arte italiana (vedi oltre).


Di fronte all’altare dell’Ultima Cena, in un vano della parete sinistra, altare della Beata Vergine del Rosario, opera ad intaglio di Gerolamo Comuzzo da Gemona (1650 circa), pesantemente alterata nell’aspetto da numerosi furti.


Sotto l’arco del presbiterio altare ligneo dello scultore locale Ermanno Plozzer.
Nell’abside, coperta da una volta a vele sottolineate da costoloni, altare di marmo in stile barocco dedicato al Ss. Sacramento (1764).
Nel 1983 è stato riportato a vista il tetto originario dell’aula, con capriate in legno.
Organo settecentesco.


Localizzazione: Situata su un pendio poco disconto dall'abitato di Sauris di Sopra.
Autore: Michael Parth
Periodo artistico: XVI sec.
Note storiche:

Il Flugelaltar dell'Ultima Cena è l'ultima opera certa di Parth che ci sia pervenuta. E' siglata 'M.P. e datata '1551' in tre punti.
Nonostante la firma, è ragionevole pensarla in parte opera del figlio Thomas e dei collaboratori, perchè all'epoca Parth doveva essere molto anziano (morirà nel 1560).

Michele Parth è stato attivo a Brunico, a Bressanone (dove si stabilì nel 1529), nel Tirolo, in Cadore, nella Slovenia ed in Friuli.
L'opera rappresentata a Sauris è una delle opere più belle della scultura lignea in Friuli. Il sentimento naturalistico e la vivacità dei colori, tipici dell'arte nordica, sono gli elementi che più si apprezzano, tanto da far dimenticare anche alcune incertezze formali.


Illustrazione opera: Di medie dimensioni, è l'unico altare del Parth nel cui scrigno sia raffigurata un'unica scena ad altorilievo, al posto delle solite tre figure stanti.
Nello scrigno infatti appare la raffigurazione dell'Ultima Cena, mentre sulle facce festive delle portelle si vedono, espressi in rilievo, gli episodi precedenti e seguenti della Passione: l'Entrata a Gerusalemme e la Preghiera nell'orto degli ulivi (si intravvede, semplificato, l'uso di un modello grafico, af es. Schaufelein G. 1030 e G. 1031) e sulle facce feriali l'Angelo annunziante e la Vergine annunziata.
Anche in questo ultimo altare quindi rimane preponderante la parte scultorea rispetto a quella pittorica, che si limita alle portelle dello scrigno della predella (manomesso in epoca controriformistica per introdurvi il nuovo tabernacolo) dove sono raffigurati due episodi biblici preannuncianti l'istituzione dell'Eucarestia: il Serpente di bronzo e la Caduta della manna.
I dipinti sono di un pittore più 'giovane' di quelli che collaborarono con Parth per gli altari precedenti e tipico rappresentante dello stile provinciale tirolese di metà secolo.

Le scene della faccia festiva sono rese con vivacità e sicurezza, il modulo figurale corto e l'intaglio più grezzo e sommario sono tipici delle opere tarde così come la qualità delle policromie, più granulosa (non polita), spessa e compendiaria.
La prima notizia documentale sull'istituzione della Confraternita del Santissimo Sacramento a Sauris di Sopra è del 1586, ma non è difficile credere che la committenza del piccolo altare laterale sia dovuta alla stessa associazione presente nella comunità.
L'altare ha subito una leggera pulitura in occasione della mostra sulla scultura lignea friulana (1983) ma non è stato sottoposto a restauro.


Fruibilità: Apertura della chiesa, in occasione della Ss. Messa la domenica ore 9,00.
Data ultima verifica: 06/09/2009 00:00
Rilevatore: Feliciano Della Mora