TRIESTE. Tempio serbo-ortodosso della Ss Trinità e di S. Spiridione. Bassorilievo d’altare, Ultima Cena.

Il complesso architettonico, posto nel Borgo Teresiano nei pressi del Canal Grande, riflette un gusto bizantino e si caratterizza per un cupola più alta dei quattro campanili, per le calotte emisferiche azzurre e per le ampie decorazioni a mosaico che abbelliscono le pareti esterne.


Note storiche: La Chiesa di rito serbo – ortodosso, nota anche con il nome di chiesa degli Schiavoni, è consacrata a S. Spiridione Taumaturgo. Opera dell'architetto Carlo Maciachini (1869), sorge nel luogo della preesistente chiesa di San Spiridione del 1753, che veniva utilizzata sia dalla comunità greca che da quella serba.
Vuoi per alcuni contrasti tra le due comunità, vuoi per l’accresciuto numero dei fedeli, l’odierno edificio fu realizzato su progetto del milanese Carlo Maciacchini, tra il 1861 e il 1868, su commissione della sola comunità serbo ortodossa. Oggi può accogliere fino a 1600 persone.
Il tempio, nella tradizione orientale, presenta una pianta a croce greca sormontata da cinque cupole dal caratteristico colore azzurro. La pietra di costruzione è, in buona parte, di provenienza locale, eccetto le colonne in marmo di Verona ed i cornicioni in marmo di Toscana.
L’interno presenta affreschi e pitture di pregio ma, ciò che domina su tutto, è l’iconostasi in legno massiccio, riccamente ornata da intagli, che divide il presbiterio dal resto della chiesa. Le quattro icone, raffiguranti la Madonna, Gesù, S. Spiridione e L’Annunciazione, realizzate a Mosca all’inizio dell’800, sono ricoperte di oro e argento.
Di particolare interesse il grande candelabro d’argento donato, in occasione di una visita a Trieste nel 1782, dal futuro zar Paolo I.
Illustrazione opera:

L'altare, cui sovrasta una croce gemmata d'oro e argento, ha la mensa ornata da un bassorilievo, raffigurante l'Ultima Cena, in argento massiccio.

Bibliografia:
Giorgio Milossevich, Il Tempio di San Spiridione, Bruno Fachin, Trieste.


Data ultima verifica: 20/12/2010 00:00
Rilevatore: Feliciano Della Mora